A cura di Stefano Sica
Credit: Yamaha MotoGp
A distanza oltre vent’anni, la gara di Welkom 2004 resta uno degli spartiacque più importanti della storia della MotoGP. Non fu solo la prima vittoria di Valentino Rossi in Yamaha, ma la dimostrazione concreta che nel motociclismo il talento del pilota poteva superare i limiti tecnici del mezzo.
IL PASSAGGIO STORICO DA HONDA A YAMAHA
Nel 2003 Valentino Rossi era all’apice della sua carriera. A 24 anni era il pilota più forte in sella alla mitica Honda RC211V, la moto più competitiva del lotto, formando un connubio capace di dominare il motomondiale. Dominati i titoli del 2001 e del 2002, Valentino si stava avviando alla conquista del terzo mondiale consecutivo della classe regina a suon di record: 20 vittorie e 11 podi ottenuti in 32 gare tra il 2002 e il 2003.
Eppure dietro ai successi si nascondeva un malumore con i vertici di Honda, convinti che “chiunque avrebbe vinto in sella a quella moto”. Da qui nacque una delle scelte più coraggiose della storia della MotoGP: lasciare la miglior moto della griglia per passare alla Yamaha, un team senza mondiale dal 1992 e reduce da un 2003 avaro di successi. Una decisione giudicata da molti come un azzardo, da altri come un suicidio sportivo, ma che per Valentino rappresentava una sfida personale: vincere con Yamaha per zittire i detrattori e dimostrare che era il pilota a fare la differenza
Credit: Yamaha MotoGp
INIZIO 2004: DUBBI E ASPETTATIVE SU ROSSI IN YAMAHA
L’inizio del 2004 fu in salita per Rossi, il quale non poté nemmeno testare la M1 a 2003 (impeditogli da Honda) e dovette ritrovarsi a lavorare in ritardo rispetto ai rivali. Il progetto di Yamaha prevedeva il 2004 come anno di transizione, con l’obiettivo di lottare per il titolo nel 2005.
Ma Rossi non ragionava in questi termini. Dentro di lui cresceva un’idea tanto romantica quanto ambiziosa: vincere la gara con Yamaha. Un’utopia ripensandoci, visto il gap tecnico che, fino a qualche mese addietro, accusavano le Yamaha nei confronti delle Honda ufficiali.
LA GARA DI WELKOM E IL DUELLO CON BIAGGI
Il motomondiale 2004 si aprì in Sudafrica, sulla pista di Welkom. Fin dalle prove il Dottore mostrò segnali incoraggianti: sempre veloce in prova con una sorprendente pole position conquistata in qualifica. In gara, però, i favoriti restavano Max Biaggi e Sete Gibernau, entrambi su Honda, dotata di una superiorità tecnica nel motore e nella gestione gomme. Un podio rappresentava un risultato fattibile, ma Valentino partì con l’idea di voler restare davanti e provare a fare l’impresa.
Credit: Yamaha MotoGp
I primi cinque giri della gara furono ricchi di sorpassi e controsorpassi tra Rossi e Biaggi, con Gibernau alla ruota. A metà gara Biaggi andò al comando e impresse alla corsa un ritmo tale da far perdere le ruote a Gibernau, ma incredibilmente non a Rossi, costantemente incollato al posteriore del pilota romano. I tecnici Honda rimasero basiti nell’osservare i tempi rapidi che Valentino riusciva a segnare sulla stessa M1 che fino a qualche mese prima subiva distacchi siderali. La moto di Biaggi appariva più stabile e allungava sui rettilinei, con Rossi costretto a estrarre il massimo potenziale dalla sua Yamaha per recuperare tutto in curva e in frenata.
IL CAPOLAVORO FINALE
A tre giri dalla fine arrivò il momento decisivo del duello: Rossi attaccò e superò Biaggi con una manovra al limite e percorse gli ultimi due giri in apnea, chiudendo ogni varco possibile con freddezza chirurgica. Il traguardo sancì una vittoria storia: il successo alla prima gara in Yamaha di un Valentino che tutt’oggi la considera quella corsa come la più bella della sua carriera. Nel giro di rientro Rossi si fermò sul prato e baciò la M1, procurando una delle immagini più iconiche della storia della MotoGP.
Credit: Yamaha MotoGp
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