A cura di Stefano Sica
Credits: @Ducati Corse on Facebook
Da -102 punti a leader del Mondiale: Marquez sta trasformando un infortunio che sembrava compromettere stagione e carriera in una rimonta destinata a entrare nella storia. Ripercorriamo tutte le tappe di questo recupero
Alla fine della gara di Misano Marc Marquez è tornato leader della classifica mondiale di MotoGP. In molti penserebbero che fosse prassi, considerando che il campione spagnolo aveva iniziato il 2026 da favorito. Tuttavia, Marquez finora è stato autore della rimonta più grande della storia della MotoGP.
Dopo il GP del Mugello il Cabroncito era infortunato e con oltre 100 punti di distacco dal leader Bezzecchi. Tre mesi e mezzo dopo e Marquez ha recuperato tutto il divario ed entra nell’ultimo terzo di stagione con tutti i favori del pronostico. Ma come è stata possibile questa folle rimonta?
UN INIZIO DI 2026 DIFFICILE E L’INFORTUNIO DI LE MANS
La stagione 2026 era iniziata nella maniera peggiore possibile per Marquez. 0 vittorie nelle prime 5 gare, due ritiri in Tailandia e a Jerez e la brutta caduta nella sprint race di Le Mans. Quest’ultima lo aveva costretto a una doppia operazione chirurgica e a saltare il successivo GP di Barcellona.
Complice l’inizio folgorante di Bezzecchi (4 vittorie e due secondi posti nelle prime 7 gare), la stagione cominciata già in salita sembrava definitivamente compromessa dopo il GP francese. La competitività dell’Aprilia e la fragilità fisica di Marquez lasciavano pochissimi spiragli di una rimonta.
LA FOLLE RIMONTA DOPO IL -102 DEL MUGELLO
Al GP di Mugello Marquez si presentava ancora acciaccato dopo l’operazione. Il settimo posto finale era stato accolto positivamente dallo spagnolo, ma in termini mondiali la vetta era distante ben 102 punti. Il leader Bezzecchi era in stato di grazia e, sulla sua Aprilia, sembrava invincibile in quel periodo.
Alla fine del weekend italiano i pensieri di Marquez, dei suoi fans e di tutti i ducatisti non erano minimamente rivolti alla classifica mondiale. Il suo principale obiettivo, dopo l’ennesimo infortunio, era banalmente quello di cercare di tornare competitivo per lottare al vertice. Con un fisico già segnato, si sono sparse anche molte voci sul ritiro per il 33enne spagnolo. In pochissimi, o forse nessuno, si sarebbe aspettato che alla successiva gara in terra italiana Marquez sarebbe tornato padrone del campionato.
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LA CHIRURGICA RIMONTA DI UN CAMPIONE
Descrivere la rimonta mondiale effettuata da Marquez attraverso una parola? Si potrebbe utilizzare metronomo. In questi mesi lo stesso pilota Ducati ha ammesso di non essere ancora al 100% fisicamente e di soffrire tanto le piste con la maggioranza di curve a destra. Nonostante questo. Marquez si era dato un obiettivo per covare una piccola speranza: “vincere e fare 37 punti sulle piste favorevoli e correre in difesa sulle piste poco amiche”.
Promessa mantenuta in pieno. Il ruolino di marcia del Cabroncito è stato spettacolare: vittoria della Sprint Race e della gara in Ungheria, Germania, Aragon e Misano. Un successo inaspettato a Brno, pista più favorevole ad Aprilia, e punti importanti portati a casa nelle piste nemiche come Assen e Silverstone. In questi due appuntamenti Marquez ha concluso con due settimi posti: 18 punti complessivi che sono risultati pesantissimi e che a fine stagione potranno essere determinanti.
COMPLICITÀ DEGLI AVVERSARI INCOSTANTI
Per esaminare come sia stata possibile la rimonta folle di Marquez, bisogna anche ammettere che mentre lui cresceva, i suoi avversari sono calati progressivamente. Lo stesso spagnolo lo aveva ammesso in più circostanze: “Per rimontare in campionato dovrò essere perfetto sì, ma oltre ai meriti miei serviranno anche gli errori degli altri per tornare in lotta”.
Come se fosse una profezia, a uno a uno, i principali rivali di Marquez si sono rivelati incostanti nella seconda metà di stagione. Ecco quali sono stati i loro rispettivi limiti:
- Marco Bezzecchi: forse il pilota più veloce di questo 2026, ma incapace di convertire il potenziale in risultati concreti. Dopo il Mugello il Bez ha commesso troppi errori tra le cadute ad Assen e Misano e lo schiaffo al marshall a Brno che lo ha estromesso dalla gara. Inoltre, a Bezzecchi si aggiunge un rendimento inferiore nelle Sprint Race rispetto ai suoi rivali per il titolo.
- Jorge Martin: lo spagnolo si è ripreso dagli infortuni dell’anno precedente ed è tornato quel pilota consistente, caratteristica che gli aveva permesso di vincere il titolo nel 2024. Tuttavia, Martin non è mai stato il più veloce. A parte Le Mans (unica gara vinta dell’anno) in tutte le altre piste non è mai stato il più rapido tra i compagni di marca.
- Ai Ogura: il giapponese su Aprilia Trackhouse è stata la vera sorpresa di questo 2026. Sempre nelle posizioni di vertice, a un certo punto si è trovato secondo nel mondiale a pochi punti dalla vetta. Poi un errore a Silverstone e l’infortunio che gli ha fatto saltare le gare di Aragon e Misano hanno stroncato qualsiasi possibilità di vedere il giapponese in lotta per il titolo.
- Fabio Di Giannantonio: nella prima metà di stagione il romano era stata la miglior Ducati al traguardo. Complici l’infortunio di Marquez e il poco feeling di Bagnaia, per un attimo Diggia sembrava l’unica speranza di Ducati. In seguito, al ritorno di Marc è coinciso il calo di Fabio. Poca velocità e qualche caduta di troppo, e i sogni di rimanere in lizza per il titolo sono svaniti.
Credits: @Aprilia on Facebook
8 GARE ALLA FINE: CHI PUÒ FERMARE QUESTO MARC MARQUEZ?
A 8 gare dal termine, con un terzo di stagione ancora di disputare, tecnicamente tutto sarebbe ancora possibile. Ma dopo questa prepotente rimonta di Marquez, interrompere il suo stato di forma appare complicatissimo. Il ducatista è in completa fiducia e dopo l’infortunio non ha sbagliato nulla a differenza dei suoi avversari.
Il suo obiettivo a inizio stagione era quello di vincere il decimo titolo mondiale, così da superare il rivale Valentino Rossi fermo a nove. Conquistare questo mondiale e farlo in questa maniera, dopo un recupero di oltre 100 punti quando la sua stagione sarebbe finita, sarebbe il coronamento della carriera di Marc Marquez. Gli unici che possono impedire questa impresa ad oggi appaiono i due piloti dell’Aprilia ufficiale. Martin necessita di ritrovare la velocità pura, Bezzecchi di portare la moto al traguardo evitando cadute pesanti. Tutto è ancora possibile, ma la storia ci ha insegnato che fermare il metronomo Marquez quando è in forma è quasi impossibile.
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