A cura di Giulio Mangini, Lorenzo Curotto e Francesca Righetti
Il pilota del team Ducati Lenovo eSport si racconta in un'intervista esclusiva a Squadra Corse
Ognuno di noi coltiva un obiettivo nella vita, ma solo chi osa davvero riesce a raggiungerlo. Ne sa qualcosa Daniele Aloè, pilota ufficiale del team Ducati Lenovo, che partendo da zero si è ritrovato, seppur virtualmente, in sella alla moto della casa di Borgo Panigale.
La passione per il mondo dei motori lo accompagna da sempre, ma è all'età di 15 anni che Daniele ha deciso di intraprendere questo percorso, spronato dal fratello, a sua volta grande appassionato di eSport.
Da quel momento il classe 2008 ha iniziato a fare sul serio e, grazie a tanta dedizione e a molti sacrifici, è riuscito a coronare uno dei suoi più grandi sogni: rappresentare un marchio di prestigio come Ducati.
"Non potendo correre in pista nella vita reale, ho trovato la mia strada nel virtuale. - ci ha raccontato il numero 23 della Ducati - È una passione nata anche grazie a mio fratello, che faceva già parte di questo ambiente. Intorno ai 14-15 anni ho preso consapevolezza di quanto fosse difficile raggiungere i massimi livelli nel Motorsport "reale", perciò ho deciso di concentrare tutte le mie energie su questo. Quello che era nato come un semplice passatempo si è presto evoluto in un percorso professionale".
La strada per arrivare fino a qui però non è stata per nulla facile. Daniele ha dovuto fare sacrifici, ma non si pente per nulla di quanto fatto: "In questo percorso un punto di riferimento è sempre stato mio fratello. A volte ho dovuto sacrificare le amicizie, ma sono comunque felice delle scelte che ho fatto. Anche la scuola è stata difficile da gestire: gli orari erano quasi insostenibili, eppure in qualche modo sono riuscito a far conciliare tutto.
Si sa, il lavoro e la forza di volontà vengono ripagati sempre e il classe 2008, proprio quando meno se lo aspettava, ha ricevuto al chiamata da parte di Ducati Lenovo: "È successo in modo totalmente inaspettato. Di norma le squadre ti cercano in prima persona, io invece ho scoperto di essere stato inserito in un roster di piloti associati a Ducati senza alcun preavviso da parte loro. Poter rappresentare un marchio così prestigioso è letteralmente un sogno diventato realtà".
Daniele ci ha poi spiegato quanto sia importante la costanza in questo tipo si sport, ma non solo: "La stagione agonistica dura circa 4 mesi, suddivisi tra qualificazioni e gare. Durante le qualifiche sono impegnato per circa 5-6 ore al giorno, mentre nel periodo delle gare scendo a 4-5 ore, cercando comunque di mantenere una certa costanza. Crescendo ho imparato a vivere la competizione più alla leggera: mi diverto e resto concentrato per dare sempre il massimo. Prima del via la paura di sbagliare c’è, ma una volta partiti la tensione si scioglie e prendo subito il ritmo.
Nel 2023 è arrivato il debutto sulla moto della squadra di Borgo Panigale e il numero 23 ci ha raccontato la sua evoluzione in queste prime stagioni: "Il 2023 è stato un anno di puro apprendimento e ambientamento, concluso con un buon sesto posto. Nel 2024 l'adattamento è migliorato parecchio: sono arrivato a giocarmi il titolo in finale, pur consapevole che mi mancasse ancora quel 'qualcosina' per vincere. Per quanto riguarda il 2025, c'è stato qualche errore e qualche caduta di troppo rispetto all'anno precedente, ma grazie a un ottimo recupero nelle ultime gare posso comunque ritenermi soddisfatto. Le mie piste preferite? Probabilmente Mugello, Misano, Phillip Island e Jerez. Si adattano di più al mio stile di guida e hanno una bella atmosfera".
Siamo poi voluti entrare un po' nel dettaglio e capire quali fossero i suoi contatti con il Team Ducati Lenovo: "Tutti noi abbiamo contatti con l’ufficio stampa del nostro team. Poi c’è chi ha più collegamenti, magari con il Team Principal o i direttori, e chi meno. Personalmente ho avuto il piacere di conoscere Paolo Ciabatti, ma mi interfaccio soprattutto con l’ufficio stampa. A Misano, nel 2023, sono entrato per la prima volta nel paddock come pilota Ducati e ho incontrato di persona i ragazzi della comunicazione. Mi sono ritrovato di fianco a Bagnaia e tremavo dall’emozione: per un quindicenne come me sembrava davvero di vivere un sogno".
Nonostante la giovane età, Daniele ha già le idee ben chiare in testa e ci ha parlato di come potrebbe migliorare il suo mondo, diventando così più fruibile al pubblico: "Attualmente la nostra categoria è ancora poco conosciuta e seguita, motivo per cui è molto difficile farne un lavoro capace di sostenersi da solo: ora come ora, per vivere serve un appoggio economico esterno. Per questo credo sia fondamentale promuovere di più questo mondo. Nel mio piccolo sto cercando di farlo tramite YouTube e i social, per incrementare la visibilità e avere l'opportunità di attirare nuovi sponsor. A chi vorrebbe approcciarsi agli eSport consiglio di dedicarci molto tempo e impegno: bisogna confrontarsi con gli altri piloti, fare più gare e allenamenti possibili. Se si lavora bene, i risultati arriveranno di conseguenza".
Prima di chiudere gli abbiamo voluto chiedere quale fosse il suo prossimo obiettivo da raggiungere in futuro: "È sempre stato un mio sogno gareggiare nella "realtà". Tuttora vado in pista e le basi ci sono, ma sono consapevole che non arriverei mai in MotoGP o in Superbike. Forse, anche grazie a YouTube, in futuro potrei ampliare il mio budget per correre, ma per ora rimane una prospettiva troppo lontana. In ogni caso, guidare virtualmente aiuta tantissimo a mantenere la concentrazione anche sulla pista reale, visto che ormai il livello di realismo è davvero alto".
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