A cura di Stefano Sica
Credits: @Ducati Corse on Facebook
Il nuovo infortunio di Marc Marquez riapre il dibattito sulla fragilità fisica del campione spagnolo. Dopo la caduta nella Sprint Race di Le Mans che ha portato all’operazione alla spalla e al piede, il pilota Ducati è costretto all’ennesimo stop di una carriera segnata da continue cadute e ritorni al vertice. Quanto reggerà ancora il suo fisico?
L’operazione dopo la caduta di Le Mans
Mentre i piloti di MotoGP si preparavano per la gara della domenica di Le Mans, Marc Marquez era sotto i ferri per affrontare una doppia operazione chirurgica: da una parte l’intervento per la frattura al quinto metatarso del piede destro rimediata durante la Sprint Race, dall’altra un’operazione alla spalla destra per rimuovere due viti e un frammento osseo che comprimevano il nervo radiale, impedendo al pilota la piena mobilità del braccio destro. Il fastidio alla spalla accompagnava Marquez dal GP di Indonesia della scorsa stagione.
L’operazione era già stata programmata dal pilota, ma l’incidente avvenutogli sabato lo ha costretto ad anticipare i tempi. Il pilota ha già iniziato la riabilitazione e salterà il GP di Catalogna del prossimo fine settimana, mentre resta in dubbio la sua presenza al Mugello.
Un weekend iniziato in salita
Il fine settimana di Le Mans doveva rappresentare la svolta della stagione per Marc Marquez. Dopo un avvio complicato, con 0 podi nelle prime 4 gare, il pesante ritardo in classifica dal leader Bezzecchi e una Ducati meno competitiva rispetto ad Aprilia, il campione del mondo in carica arrivava in Francia sotto forte pressione.
Il weekend del Cabroncito era iniziato già in salita dalle prove libere, con il mancato accesso diretto alla Q2 nelle FP2 per via una beffarda bandiera gialla causata proprio dal compagno di squadra Bagnaia. Costretto a passare dalla Q1, Marquez ha mostrato ancora una volta il suo talento sul giro secco, firmando il record della pista e conquistando il secondo posto in griglia a pochi millesimi dal compagno di squadra Francesco Bagnaia.
Se la qualifica sembrava aver restituito il feeling con la moto al campione spagnolo, nella Sprint Race sono riemersi tutti i problemi. Scattato male, Marquez è apparso subito in balia del gruppo, non a suo agio sulla moto e incapace di tenere il passo dei migliori.
La pesante caduta nella Sprint Race
Nel tentativo di recuperare posizioni negli ultimi giri, Marquez ha spinto oltre il limite. Proprio questa sua aggressività, che lo ha reso uno dei piloti più spettacolari della storia della MotoGP, si è trasformata ancora una volta in un rischio fatale.
Nel penultimo giro, tentando di salvare una chiusura dell’anteriore, il pilota Ducati è stato vittima di un violento highside che lo ha scaraventato in aria. L’impatto è stato impressionante, ma fortunatamente il pilota si è rialzato sulle sue gambe, zoppicando, ma senza conseguenze troppo serie. Gli esami hanno però evidenziato la frattura del quinto metatarso del piede destro.
Marquez, consapevole che questa stagione è ormai compromessa, si è visto costretto ad alzare bandiera banca per farsi “aggiustare” il suo già martoriato corpo, con la speranza di avere ancora un futuro competitivo in MotoGP, consapevole che questa stagione è ormai compromessa. Questa volta la sua generosità nello spingersi sempre oltre il limite è scomparsa e la prudenza ha prevalso: l’obiettivo ora sarà quello di tornare a guidare il mezzo provando piacere e non dolore.
Un pilota frenato dagli infortuni
La carriera di Marc Marquez resta comunque una delle più incredibili della storia del motociclismo: nove titoli mondiali e 99 vittorie tra tutte le classi. Numeri straordinari che avrebbero potuto essere ancora più impressionanti senza i numerosi problemi fisici che gli hanno privato di correre al massimo del suo potenziale.
Già nel 2011, in Moto2, una caduta in Malesia gli provocò la diplopia (vedere doppio da un singolo occhio), compromettendo la corsa al titolo contro Stefan Bradl. Negli anni successivi in MotoGP, nonostante i 6 titoli mondiali con Honda, il pilota spagnolo ha dovuto subire continui interventi alle spalle per via delle numerose cadute.
Il momento più difficile della sua carriera arrivò quando ne era all’apice, con la caduta al GP di Jerez del 2020. La frattura dell’omero e il successivo rientro troppo affrettato, compromisero la carriera del campione della Honda. Da allora ha dovuto subire 4 operazioni al braccio in anni complicati e poveri di successi, ma colmi di dolori e una Honda sempre meno competitiva. Il passaggio in Ducati e il titolo conquistato nel 2025 sembravano aver fatto rinascere Marquez. Tuttavia, la caduta nel GP di Indonesia a fine della scorsa stagione ha fatto riemergere i problemi alla spalla, costringendo il pilota spagnolo a correre senza la piena mobilità del braccio destro.
Quanto può resistere ancora il fisico di Marquez?
La grande domanda ora riguarda il futuro di Marc Marquez. Il talento dello spagnolo continua a essere indiscutibile, ma il fisico del 33enne appare sempre più segnato dalle numerose cicatrici di una carriera vissuta al limite.
Anche se non sarà più in grado di vincere il mondiale nel 2026, l’augurio degli appassionati è quello di rivederlo presto in pista, competitivo e soprattutto in salute. Perché, al di là dei risultati, e delle simpatie/antipatie personali, la MotoGP ha ancora bisogno dello spettacolo, del coraggio e della personalità di Marc Marquez. Un pilota del genere meriterebbe di terminare la carriera nelle migliori condizioni e sarebbe un peccato se fosse un infortunio a porre fine a uno dei piloti più iconici della MotoGP moderna.
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