A cura di Alessandro Luca
Credits: indycar.com
La IndyCar si appresta a concludere un'emozionante stagione con il Gp di Monterey, sullo storico tracciato di Laguna Seca. Con i giochi per il titolo ormai chiusi, che hanno visto Alex Palou vincitore del campionato piloti per la quinta volta in carriera e Honda campione costruttori per l'ottava volta, la tappa californiana vedrà molti piloti ormai liberi da pressioni e pronti a dare battaglia per concludere positivamente la stagione.
Il circuito
Situato sulla costa centrale della California, a circa 190 km a sud di San Francisco e a circa 300 km a nord di Los Angeles, in una zona nota per i suoi paesaggi costieri e le colline, il circuito misura 3,630 km (2,255 miglia) ed è caratterizzato da 11 curve, caratterizzate da una forte pendenza e variazioni di altitudine, che arrivano fino a 55 metri.
Il circuito fu inaugurato nel 1957 come una pista temporanea costruita su strade pubbliche e terreni agricoli, con il nome originale di Laguna Seca Raceway. Il suo nome, letteralmente "laguna secca" in italiano, deriva da un bacino d'acqua temporaneo che si formava nella zona durante le piogge invernali. A partire dagli anni '60 e '70, il tracciato fu modernizzato e reso permanente, diventando un punto di riferimento per le corse americane.
L'autodromo californiano ha ospitato numerose categorie prestigiose del motorsport oltre la IndyCar nel corso degli anni, tra cui spiccano NASCAR, IMSA e MotoGP.
Omaggio a Zanardi
Durante il weekend, toccante è stato il momento dell'omaggio ad Alex Zanardi. Il pilota italiano, recentemente scomparso, è entrato nella storia del motorsport americano proprio in questa pista, dove, nel 1996, si rese protagonista di un leggendario sorpasso all'ultimo giro nella curva del "Cavatappi" ai danni di Bryan Herta, aggiudicandosi così in maniera rocambolesca la vittoria.
Nella giornata di venerdì 4 settembre, si è tenuta la cerimonia di intitolazione ufficiale del Cavatappi, ribattezzato "Zanardi Corkscrew". All'evento erano presenti Chip Ganassi, Max Papis, Doug Boles ed ex piloti come Bruce Canepa, che ha ricordato "il suo stile di guida audace, la sua determinazione e, forse più di ogni altra cosa, quel sorriso contagioso".
Anche il team Chip Ganassi, con cui Zanardi correva, ha ricordato il campione, sfoggiando una livrea speciale sulla vettura di Alex Palou, con una colorazione giallo-rossa e le iconiche saette/fulmini, richiamo diretto alle vetture di Zanardi. Palou, fresco pentacampione IndyCar, ha detto: "Corriamo in memoria di Alex Zanardi. E, come se non bastasse, ricorre il trentesimo anniversario del primo titolo IndyCar conquistato da CGR e Honda".
Per alcuni, la posta in palio è ancora alta
Seppur i campionati piloti e costruttori siano già stati decisi, per alcuni team di centro classifica la posta in palio è ancora molto alta. A Laguna Seca si stabilirà infatti l'intera classifica piloti finale, che determinerà anche quali saranno i 22 equipaggi ad entrare all'interno del Leaders Circle.
Ma cos'è il Leaders Circle? Si tratta di un programma di ripartizione dei ricavi che premia le migliori 22 scuderie della stagione con un pagamento pari a circa 1 milione di dollari per ciascuna vettura. È un bonus particolarmente importante per le piccole scuderie, che in alcuni casi garantisce la sopravvivenza dei team stessi, e, proprio per questo, la sfida sarà molto accesa durante questo weekend tra gli equipaggi ancora in bilico di qualificazione.
Proprio in lotta per l'ultimo posto del Leaders Circle sono i 3 piloti esordienti di questa stagione, Dennis Hauger (Dale Coyne Racing, 22°), Mick Schumacher (Rahal Letterman Laningan Racing, 23°) e Caio Collet (AJ Foyt Racing, 24°), che, contestualmente, si contenderanno anche il titolo di Rookie of the Year. Tutti e 3 i piloti hanno dimostrato lampi di grande velocità nonostante le vetture poco competitive di cui dispongono, e sono entrati nei radar di squadre di prima fascia per la prossima stagione.
Photo by James Black
Tanti addii e nuovi inizi
Laguna Seca sarà anche teatro della fine di una delle storie più vincenti della storia della IndyCar. Dopo 25 anni insieme, 6 campionati vinti (secondo posto all-time nella categoria) e 58 vittorie (di cui anche una 500 miglia di Indianapolis, nel 2008) che ne fanno il secondo pilota con più successi nella storia della categoria, Scott Dixon e Chip Ganassi Racing si diranno addio, con il neozelandese pronto a iniziare una nuova avventura in McLaren. Commosso è stato il saluto della sua crew in questi giorni, ormai diventata una vera e propria seconda famiglia. Dixon punterà a terminare la stagione con una vittoria, per concludere con un ultimo acuto questa lunga avventura e allungare a 22 la sua striscia di stagioni consecutive con almeno una vittoria.
Per accogliere Dixon, McLaren saluterà, dopo il Gp di Monterey, Christian Lundgaard. Il talento danese ha dimostrato durante questa stagione di essere un pilota estremamente solido e in grado di poter gareggiare ad altissimi livelli e competere per il titolo. A Laguna Seca cercherà di difendersi dagli attacchi di Kirkwood e del compagno di squadra di O'Ward per mantenere il secondo posto in campionato, prima del (probabile) trasferimento in Chip Ganassi Racing, in una sorta di scambio con Dixon, dove potrà lottare ad armi pari con Alex Palou per la conquista del titolo.
McLaren riaccoglierà a partire dal 2027 anche l'ultimo vincitore della 500 miglia di Indianapolis, Felix Rosenqvist, che lascerà Meyer Shank Racing dopo 3 stagioni, nelle quali ha rilanciato la propria carriera, riottenendo un posto nel team gestito da Zak Brown dopo la prima parentesi tra il 2021 e il 2023.
Infine, le ultime notizie hanno confermato l'addio di Mick Schumacher al team RLL, che ridurrà il proprio impegno in IndyCar avendo ceduto uno dei suoi charter a Dreyer & Reinbold Racing. Il figlio di Micheal continuerà però la sua avventura nella serie americana, avendo firmato un contratto con Meyer Shank Racing che gli affiderà la vettura #66, fino a quest'anno nelle mani di Marcus Armstrong. Quest'ultimo sarà invece promosso all'equipaggio della vettura #60, lasciata vacante da Rosenqvist.
Anche Dreyer & Reinbold ha annunciato il pilota con cui affronterà la prima stagione come team full-time in IndyCar dal 2012. La scelta è ricaduta sull'esperienza di Conor Daly, già protagonista con questa squadra di un'ottima prestazione nell'ultima Indy500.
Photo by Chris Owens
Orari e dove vederla
Il Gp di Monterey sarà visibile in Italia su IndyCar Live e Sky Sport, con quest'ultima che trasmetterà solo la gara.
- Gara: domenica 6 settembre, ore 20:30 - Sky Italia (e in streaming su NOW), IndyCar Live
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